REGALA UN GRATTA E VINCI MILIONARIO, LEI SCAPPA, MA ARRIVA IL KARMA A SISTEMARE TUTTO

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣
INTRODUZIONE
2️⃣ CHI
POTEVA RIVENDICARE DAVVERO I SOLDI?
3️⃣ A
RISOLVERE LA QUESTIONE E' ARRIVATO IL KARMA
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ 🎟️ Il Gratta e vinci regalato per l'8 marzo sembrava valere mezzo milione di euro, ma la presunta vincita ha trasformato una scena romantica in un caso da esposto alla Guardia di finanza e crisi di coppia.
2️⃣ ⚖️ Dal punto di vista giuridico, tutto dipendeva da un dettaglio decisivo: se il biglietto fosse stato davvero regalato, la donna sarebbe stata l'unica legittimata all'incasso; se invece fosse esistito un accordo per dividere la vincita, il fidanzato avrebbe potuto tentare di rivendicare una quota, purché in grado di provarlo.
3️⃣ 😂 A chiudere la vicenda, però, non è stato il diritto ma il karma: il numero vincente era stato letto male, il jackpot non esisteva, e alla fine sono svaniti insieme soldi, sogni e — con ogni probabilità — anche il fidanzamento.
*****
1️⃣ INTRODUZIONE
Non sappiamo se non avesse altre idee.-
Non sappiamo se la fidanzata si fosse lamentata della scarsa originalità
dei regali degli anni precedenti.-
Non sappiamo se sia stato il classico pensiero dell'ultimo minuto,
comprato insieme alle sigarette, al caffè e forse pure al resto dimenticato sul
bancone.-
Ma una cosa la sappiamo: presentarsi l'8 marzo senza mimosa e con un Gratta e vinci è una scelta coraggiosa, quasi un esperimento sociale.-
E invece, per qualche minuto, sembrava il colpo del secolo.-
L'uomo arriva dalla compagna con il tagliando. Lo grattano insieme al bar.
Saltano fuori i numeri giusti. Lei esulta. Lui pure. Il barista conferma. Nell'aria
non c'è più odore di caffè, ma di mezzo milione di euro e di imminente crisi di
coppia.-
A quel punto, però, la favola prende la piega che solo certe storie
sanno prendere: la donna, anziché organizzare una cena per
decidere come spartire la fortuna, si sarebbe mossa per incassare tutto da
sola, depositando il tagliando in banca e sparendo dalla circolazione.-
Non solo niente metà premio. Niente spiegazioni. Niente messaggi. Niente "amore,
poi ti richiamo".
Sparita.-
Il fidanzato, che fino a poche ore prima forse pensava di aver trovato l'amore della vita, si è poi dovuto misurare con un epilogo assai meno romantico: un esposto alla Guardia di finanza, non per la ferita sentimentale, ma per rivendicare quella che riteneva la sua parte di fortuna.
Prima di vedere come è andata davvero a finire, la domanda è una sola: l'uomo poteva rivendicare parte di quella somma?
2️⃣ CHI POTEVA RIVENDICARE DAVVERO I SOLDI?
A prima vista, la risposta sembrerebbe semplicissima: chi aveva il
biglietto in mano, aveva la posizione più forte.-
E, in effetti, non è un'intuizione sbagliata, anzi.-
Chi ha il possesso del Gratta e vinci è, in linea di principio, il soggetto
legittimato a portarlo all'incasso.-
Nel caso di specie, evidentemente, la donna.-
Ma questo significa che l'uomo non potesse rivendicare nulla? Non
necessariamente.-
Una prima ipotesi è quella del regalo.-
Dal punto di vista civilistico, un biglietto da pochi euro ben può rientrare
nella donazione di modico valore: l'art. 783 c.c. prevede infatti che la
donazione di modico valore avente ad oggetto beni mobili sia valida anche senza
atto pubblico, purché vi sia stata la consegna.-
Quindi, se il compagno le avesse detto, in sostanza, "ecco amore, questo è
per te", la proprietà del tagliando poteva ritenersi trasferita proprio con
la consegna materiale.-
Da questa prospettiva, il fidanzato avrebbe avuto ben poco da
rivendicare.-
Non sarebbe bastato dire: "L'abbiamo grattato insieme" oppure "Anch'io
ero lì quando abbiamo visto i numeri".-
Perché la scena condivisa, da sola, non trasforma un regalo in un bene comune.-
Diverso, invece, il caso in cui il biglietto fosse sì nella
disponibilità della donna, ma tra i due vi fosse stato un accordo chiaro di
divisione della vincita, come dichiarato dall'uomo.-
In questa seconda ipotesi, il punto non sarebbe stato tanto la proprietà del
tagliando, quanto l'esistenza di un patto: in sostanza, anche a voler
ritenere il biglietto nelle mani della donna, il fidanzato avrebbe potuto
sostenere che l'eventuale premio dovesse comunque essere spartito.-
Il vero problema, naturalmente, sarebbe stato quello della prova.-
Perché una cosa è brindare al bar dicendo "facciamo a metà", altra cosa
è dimostrare in giudizio che non si trattava di una frase buttata lì tra
entusiasmo, caffè, Gratta e vinci e illusioni di ricchezza improvvisa.
3️⃣ A RISOLVERE LA QUESTIONE E' ARRIVATO IL KARMA
Alla fine, però, a chiudere la partita non è stato un giudice, ma il karma.-
Dopo aver portato all'incasso il Gratta e vinci, la donna ha scoperto la verità: aveva letto male uno dei numeri. Non era 13, che sul tagliando avrebbe completato la combinazione milionaria, ma 43.-
Tradotto: niente vincita, niente jackpot, niente battaglia per la divisione del premio. E, con ogni probabilità, niente più fidanzato.-
Morale della favola?
Uomini, prendete nota: la prossima volta, per la Festa della donna, meglio le
più tradizionali — e decisamente meno rischiose — mimose!
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