UDIENZA FUORI SEDE: ANCHE SENZA PIGIAMA, LA TRASFERTA VA PAGATA

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
1️⃣ TORINO-AOSTA, ANDATA
E RITORNO… SENZA INDENNITÀ
2️⃣ LA CASSAZIONE BOCCIA LA "PROVA DEL
PIGIAMA"
3️⃣ L'UDIENDA FUORI SEDE NON E' UN VIAGGIO
DI PIACERE

1️⃣ 🚆 Un avvocato si sposta da Torino ad Aosta per un'udienza, ma il Tribunale gli nega l'indennità perché non ha pernottato in albergo.-
2️⃣ 🏛️ La Cassazione chiarisce che l'indennità spetta per il fatto stesso dello spostamento fuori sede, senza necessità di pernottamento o accordo preventivo.-
3️⃣ ⚖️ Le spese documentate e l'indennità sono voci autonome; non essendo più previsto un importo fisso, la liquidazione spetta al giudice secondo equità.-
*****
1️⃣ TORINO-AOSTA, ANDATA E RITORNO… SENZA INDENNITÀ
Un avvocato si sposta da Torino ad Aosta per svolgere un incarico in un procedimento di equa riparazione. Viaggia, impiega tempo, sostiene costi e torna indietro. Gli vengono rimborsate alcune spese, ma non l'indennità di trasferta.-
Il motivo? Secondo il Tribunale di Aosta mancavano due requisiti: il pernottamento in albergo e una preventiva pattuizione con il Ministero della Giustizia.-
In altre parole, per dimostrare di essere davvero "in trasferta" non sarebbero bastati chilometri, pedaggi e udienza: servivano anche pigiama, spazzolino e prenotazione alla reception.-
2️⃣ LA CASSAZIONE BOCCIA LA "PROVA DEL PIGIAMA"
La Cassazione, con l'ordinanza n. 21677 del 25 giugno 2026, ha rimesso le cose al loro posto.-
Il pernottamento non è una condizione per ottenere l'indennità. È soltanto un'eventuale spesa di soggiorno, rimborsabile se sostenuta e documentata.-
L'indennità di trasferta, invece, spetta per il fatto stesso che l'avvocato debba spostarsi fuori dal luogo in cui esercita prevalentemente la professione per eseguire l'incarico.-
Non serve neppure un accordo preventivo con il Ministero: il diritto discende direttamente dalla legge. Naturalmente, occorre provare lo spostamento; non basta raccontare di aver visto le Alpi dal finestrino.-
3️⃣ L'UDIENDA FUORI SEDE NON E' UN VIAGGIO DI PIACERE
Le vecchie tariffe indicavano anche quanto pagare per ogni ora di trasferta. Il d.m. n. 55/2014 ha eliminato quegli importi, ma non ha cancellato l'indennità.-
È rimasto il diritto, mentre la sua quantificazione è affidata alla valutazione equitativa del giudice.-
Il principio è semplice: le spese documentate rimborsano ciò che l'avvocato paga; l'indennità compensa il fatto che debba lasciare la propria sede e mettersi in viaggio. Sono voci diverse e una non può inghiottire l'altra.-
Insomma, l'albergo può mancare. L'indennità di trasferta no. Perché l'avvocato che macina chilometri per un'udienza non sta facendo una gita fuori porta. E, soprattutto, non deve esibire il pigiama al giudice.-

