SI, STUPENDO, MI VIENE IL VOMITO: VA AL CONCERTO DI VASCO, IN MALATTIA, E VIENE LICENZIATO

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣IL FATTO
2️⃣ LA
SENTENZA
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ 🤒 Dice di stare male, avvisa il responsabile via WhatsApp, manda email e certificati medici, ma durante la malattia viene visto in giro con zaino, autobus e concerto di Vasco Rossi.
2️⃣ ⚖️ Il Tribunale di Trani, sent. n. 445/2026, ritiene che la contestazione disciplinare fosse valida e sufficientemente specifica, chiarendo anche che in un caso del genere non serve neppure l'affissione del codice disciplinare, perché si tratta di violazione del cosiddetto minimo etico.
3️⃣ 💥 Per il giudice, simulare la malattia per assentarsi dal lavoro e andare invece a un concerto integra una condotta fraudolenta che rompe il vincolo fiduciario con il datore: per questo il licenziamento per giusta causa è stato ritenuto legittimo, con rigetto del ricorso e condanna alle spese.
*****
1️⃣ IL FATTO
Un lavoratore accusa un malore improvviso, riferisce di vomito
e dissenteria, avvisa il responsabile con un messaggio WhatsApp, poi
ribadisce tutto via email e, nei giorni successivi, trasmette anche i
certificati medici.-
Insomma, almeno in apparenza, la classica storia di una malattia
sopravvenuta durante il turno di lavoro.-
In apparenza, perché il lavoratore, durante la malattia, era stato visto zaino in spalla, autobus da Bisceglie a Bari, stadio San Nicola e concerto di Vasco Rossi. E da qui, oltre il titolo dell'articolo, ha origine tutto: contestazione disciplinare, procedimento interno e poi licenziamento.-
2️⃣ LA SENTENZA
Il Tribunale di Trani, nella persona del Giudice Dott. Eugenio Carmine Labella, ha ritenuto, con la sentenza n. 445/2026, legittimo il licenziamento e ha rigettato integralmente il ricorso, anche con severa condanna alle spese per il lavoratore.-
Le motivazioni processuali:
Le motivazioni processuali:
- Primo punto: non era necessario neppure
che il codice disciplinare fosse affisso.
Secondo il Tribunale, quando il lavoratore tiene una condotta che viola in modo evidente i doveri fondamentali di correttezza e fedeltà, non c'è bisogno di leggerla su una bacheca per capirne la gravità. Fingersi malato per non lavorare e andare invece a un concerto rientra, per il giudice, in quelle condotte che qualunque lavoratore sa essere illecite (c.d. minimo etico[1]); - Secondo punto: la contestazione
disciplinare era sufficientemente specifica.
Anche se non conteneva ogni dettaglio possibile, indicava con chiarezza il nucleo dell'addebito; - Terzo punto, decisivo: il fatto
contestato è stato provato.
E non da semplici sospetti o da mere voci, ma dalle ammissioni rese in giudizio dallo stesso lavoratore. Da lì la conclusione del Tribunale è netta: chi usa una falsa malattia come copertura per assentarsi dal lavoro tiene una condotta fraudolenta, che rompe il vincolo fiduciario con il datore. E quando il rapporto fiduciario si spezza in questo modo, il licenziamento per giusta causa è motivato.-
NOTE
[1] Il "minimo etico" è l'insieme dei doveri fondamentali di correttezza e lealtà che ogni lavoratore deve osservare, anche se non dettagliati nel codice disciplinare. Quando la condotta contestata viola in modo evidente tali doveri, perché intrinsecamente grave e riconoscibile come illecita, la giurisprudenza ritiene non necessaria la preventiva affissione del codice disciplinare, restando però indispensabile il rispetto della procedura di contestazione
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