SABRAGE NON CORRETTO, SCHEGGIA FERISCE INVITATA, SALA RICEVIMENTI RESPONSABILE

14.06.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS: ⚖️ Responsabilità civile 🥂 Sabrage 🩹 Lesioni personali 💶 Risarcimento del danno 👔 Responsabilità del datore di lavoro

INDICE

1️⃣ IL FATTO
2️⃣ LA SENTENZA

🥂 Durante una cerimonia, un cameriere tentava di aprire una bottiglia di champagne con la tecnica del sabrage, ma il collo della bottiglia si frantumava e una scheggia di vetro feriva una invitata.

🩹 La danneggiata agiva in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa dell'incidente.

⚖️ Il Tribunale di Trani ha condannato la sala ricevimenti, riconoscendone la responsabilità ai sensi dell'art. 2049 c.c., poiché il cameriere aveva agito nell'esercizio delle proprie mansioni.


1️ IL FATTO

Durante una cerimonia in una sala ricevimenti, un cameriere — dipendente della struttura — apriva una bottiglia di champagne con una sciabola, tecnica nota come sabrage. Un'operazione che, se eseguita correttamente, può risultare spettacolare. Ma in questo caso, qualcosa è andato storto: il collo della bottiglia si è frantumato e una scheggia era andata a colpire la mano di una delle invitate, provocandole ferite e lesioni.-

L'infortunata, di conseguenza, agiva in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, ritenendo responsabile la società titolare della sala ricevimenti per il comportamento negligente del proprio dipendente.-

2️ LA SENTENZA

Il Tribunale di Trani, sentenza n. 234/2022, ha accolto le richieste della danneggiata, richiamando l'art. 2049 c.c., che disciplina la responsabilità dei padroni e dei committenti:

"I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti."

La condotta del cameriere, sebbene autonoma, era avvenuta nell'ambito delle sue mansioni e nello svolgimento del servizio. Non si trattava di un gesto estraneo al contesto lavorativo, ma di un'azione che, pur imprudente, rientrava nel suo ruolo di addetto al servizio.-