QUOTA 100, LA CASSAZIONE CAMBIA ROTTA

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ LA SENTENZA

1️⃣ 👵 QUOTA 100: una pensionata lavora due giorni in hotel e guadagna appena 20 euro netti.
2️⃣ 💸 L'INPS CHIEDE 10.951 EURO: per la violazione del divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, pretende la restituzione dell'intera annualità pensionistica.
3️⃣ ⚖️ LA CASSAZIONE CAMBIA ROTTA: con la sentenza n. 26979/2026 stabilisce che la pensione deve essere ridotta soltanto di un importo pari al reddito da lavoro effettivamente percepito, escludendo la perdita dell'intera annualità.
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1️⃣ INTRODUZIONE
La vicenda riguarda una pensionata, titolare di Quota 100[1], che aveva svolto due giornate di lavoro intermittente presso una società alberghiera, percependo complessivamente 20 euro netti.-
L'INPS, ritenendo violato il divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro aveva richiesto la restituzione dell'intero trattamento pensionistico percepito nel 2021, pari a 10.951,10 euro.
La pensionata aveva impugnato la richiesta, ottenendo una prima decisione favorevole dal Tribunale di Milano, successivamente ribaltata dalla Corte d'Appello. Da qui il ricorso per Cassazione.
2️⃣ LA SENTENZA
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 26979/2026 ha accolto il ricorso della pensionata, superando un precedente orientamento particolarmente rigoroso, per il quale la violazione del divieto di cumulo comportasse la perdita dell'intero trattamento pensionistico relativo all'anno solare nel quale fosse stato percepito un reddito da lavoro, indipendentemente dalla sua entità.-
La Suprema Corte, con la sentenza in commento ha chiarito che l'art. 14, comma 3, del D.L. n. 4/2019 vieta il cumulo tra pensione Quota 100 e redditi da lavoro, ma non prevede espressamente la perdita dell'intera annualità pensionistica in caso di violazione.-
Una conseguenza così gravosa, secondo i giudici, contrasterebbe con i principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità, penalizzando allo stesso modo chi percepisce pochi euro e chi consegue redditi ben più elevati.-
La Cassazione ha quindi stabilito che la pensione deve essere ridotta esclusivamente di un importo pari al reddito da lavoro effettivamente percepito, considerando il trattamento pensionistico complessivo fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.-
Il principio è chiaro: il divieto di cumulo resta, ma non può trasformarsi in una sanzione sproporzionata. Un conto è vietare di cumulare pensione e reddito da lavoro, altro è pretendere quasi 11.000 euro da chi, lavorando appena due giorni, ne ha guadagnati 20.-
NOTE
[1] Quota 100 consentiva di uscire con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, maturati tra il 2019 e il 2021. Tuttavia, l'art. 14, comma 3, del D.L. n. 4/2019 vieta il cumulo della pensione Quota 100 con i redditi da lavoro dipendente o autonomo fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, fatta eccezione per quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi annui.-

