PORTIERE DI NOTTE: ANCHE LA SEMPLICE ATTESA VA RETRIBUITA

13.09.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS:  🌙 Portiere di notte · ⚖️ Cassazione · 💼 Lavoro discontinuo · ⏱️ Orario di lavoro · 💰 Straordinario

INDICE

1️ IL PORTIERE DI NOTTE: UN MESTIERE DA FILM

2️ IL CASO

3️ L'ORDINANZA DELLA CASSAZIONE

🔹 Il caso – Un portiere notturno chiede il pagamento delle differenze retributive per lavoro straordinario e supplementare.

🔹 Il punto decisivo – Anche quando la hall è vuota e non ci sono clienti, il lavoratore deve restare sul posto e a disposizione dell'albergo.

🔹 La Cassazione – Con l'ordinanza n. 24686/2026, viene confermato che, nel caso concreto, l'intero turno dalle 23:00 alle 7:00 deve essere considerato lavoro effettivo.

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1️ IL PORTIERE DI NOTTE: UN MESTIERE DA FILM

C'è un mestiere sul quale cinema, letteratura e fantasia popolare hanno costruito un'intera mitologia: il portiere di notte dell'albergo.-

È quello che, almeno nell'immaginario collettivo, vede tutto e non racconta niente.-

Ha visto mariti arrivare con donne che sicuramente non erano le mogli.-

Mogli arrivare con uomini che sicuramente non erano i mariti.-

Amanti entrare separatamente e uscire, per qualche misterioso fenomeno della fisica alberghiera, dalla stessa stanza.-

Ha consegnato chiavi a clienti che non ricordavano più né il numero della camera né, in qualche caso, come ci fossero arrivati.-

Ha assistito a check-in nel cuore della notte, partenze all'alba, incontri clandestini, litigi nei corridoi e richieste improbabili.-

Insomma, se gli alberghi potessero parlare, probabilmente avrebbero bisogno di un avvocato.

E il portiere di notte sarebbe il primo testimone da citare.

Ma c'è anche un'altra notte. Quella in cui non succede assolutamente niente.-

Nessuno entra. Nessuno esce. Il telefono tace. La hall resta vuota.

Il portiere aspetta.

Ed è qui che la storia smette di essere cinematografica e diventa giuridica quelle ore di attesa sono lavoro oppure no?

2️ IL CASO

Un lavoratore addetto al portierato notturno di un albergo chiedeva il pagamento delle differenze retributive maturate per lavoro straordinario e supplementare.-

Dopo il rigetto della domanda in primo grado, la Corte d'Appello di Palermo gli dava ragione.

La società ricorreva quindi in Cassazione sostenendo che il portierato notturno fosse un'attività discontinua: durante il turno potevano infatti esserci periodi nei quali il dipendente non svolgeva alcuna attività concreta.-

La questione, in fondo, era semplice:

se durante la notte non succede nulla, quelle ore devono essere comunque considerate lavoro?

📌 COS'È IL LAVORO DISCONTINUO?

È quel lavoro nel quale, durante il turno, si alternano momenti di attività e momenti di attesa o inattività.-

Ma attenzione: non ogni attesa è automaticamente riposo.

Bisogna verificare se il lavoratore, durante quei periodi, sia realmente libero oppure debba continuare a restare a disposizione del datore di lavoro.-

3️ L'ORDINANZA DELLA CASSAZIONE

Con l'ordinanza n. 24686/2026, la Cassazione ha confermato la decisione favorevole al lavoratore.-

Il dato decisivo era uno: anche nei momenti di "minor traffico", il portiere doveva restare costantemente a disposizione dell'albergo e pronto a intervenire.-

Poteva non squillare il telefono. Poteva non arrivare nessun cliente. La hall poteva restare vuota per ore.

Ma il lavoratore non era libero di andarsene o di disporre autonomamente del proprio tempo.-

Per questo, nel caso concreto, è stato considerato lavoro effettivo l'intero turno dalle ore 23:00 alle ore 7:00, con conseguente riconoscimento delle differenze retributive dovute per lavoro straordinario e/o supplementare.-

Il principio è chiaro: non basta che il lavoratore sia momentaneamente inattivo perché quel tempo diventi automaticamente riposo.

Se deve restare sul posto, a disposizione del datore e pronto a intervenire, anche l'attesa può essere lavoro.-