PERMESSI 104, SE PIÙ FAMILIARI ASSISTONO LA STESSA PERSONA, I TRE GIORNI NON SI MOLTIPLICANO

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
TAGS: ♿ Legge 104 – 📅 Permessi 104 – 🏛️ INPS – 🦽 Disabilità – ❤️ Assistenza familiare – 👥 Lavoratori – 💶 Permessi retribuiti – 📄 Circolare INPS n. 100/2026
INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ I TRE GIORNI NON SI MOLTIPLICANO
3️⃣ COSA SUCCEDE SE SI SUPERA IL LIMITE
4️⃣ E SE I DUE FAMILIARI PRENDONO IL PERMESSO NELLO STESSO GIORNO?
5️⃣ CONCLUSIONI

1️⃣ PIÙ FAMILIARI POSSONO ASSISTERE
Più lavoratori possono essere autorizzati a fruire dei permessi della Legge 104 per assistere la stessa persona con disabilità grave.
2️⃣ I TRE GIORNI RESTANO COMPLESSIVI
Non spettano tre giorni a ciascun lavoratore: i tre giorni mensili devono essere utilizzati alternativamente tra gli aventi diritto.
3️⃣ ATTENZIONE AL SUPERAMENTO DEL LIMITE
La circolare INPS n. 100/2026 chiarisce i criteri di recupero quando vengono superati i tre giorni disponibili o vi è una fruizione contemporanea.
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1️⃣ INTRODUZIONE
L'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, prevede che i lavoratori dipendenti possano fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito, coperto da contribuzione figurativa e anche frazionabile in ore, per assistere familiari in condizione di disabilità grave che non siano ricoverati a tempo pieno.-
Ma cosa accade quando ad assistere la stessa persona sono più lavoratori?
Dopo l'eliminazione del principio del cosiddetto "referente unico dell'assistenza", più lavoratori[1] possono essere autorizzati a usufruire di detti permessi.-
Attenzione, però: questo non significa che ciascun lavoratore abbia autonomamente diritto a tre giorni di permesso al mese.-
È proprio su questo aspetto, e sulle conseguenze derivanti dall'eventuale superamento del limite, che interviene la recentissima circolare INPS n. 100/2026.-
2️⃣ I TRE GIORNI NON SI MOLTIPLICANO
La regola è semplice: i tre giorni mensili di permesso restano complessivi con riferimento alla stessa persona con disabilità e devono essere utilizzati alternativamente dai lavoratori autorizzati.-
In altre parole, se due fratelli assistono lo stesso genitore, non spettano tre giorni al primo e altri tre giorni al secondo, ma restano tre in tutto e devono essere condivisi.-
Lo stesso principio vale quando il permesso viene utilizzato in maniera frazionata ad ore.-
3️⃣ COSA SUCCEDE SE SI SUPERA IL LIMITE
Ma cosa accade se, per mancato coordinamento tra i familiari, vengono utilizzati complessivamente più di tre giorni nello stesso mese?
L'INPS applica un criterio preciso: conta l'ordine cronologico di fruizione dei permessi.-
Facciamo un esempio.-
Due lavoratori, A e B, assistono la stessa persona:
- A utilizza un giorno il 5 marzo;
- A utilizza un altro giorno il 18 marzo;
- B utilizza un giorno il 25 marzo;
- B utilizza un ulteriore giorno il 30 marzo.
Con il permesso del 25 marzo sono stati utilizzati tutti e tre i giorni mensili disponibili.-
Quello del 30 marzo rappresenta, quindi, il quarto giorno e viene considerato indebitamente fruito.-
L'INPS procederà pertanto al recupero nei confronti del lavoratore che ha utilizzato il permesso dopo l'esaurimento dei tre giorni disponibili.-
Diventa quindi fondamentale, quando più persone sono autorizzate ad assistere lo stesso familiare, coordinare l'utilizzo dei permessi.-
4️⃣ E SE I DUE FAMILIARI PRENDONO IL PERMESSO NELLO STESSO GIORNO?
La circolare affronta anche un'altra situazione particolare: due lavoratori utilizzano contemporaneamente il permesso per assistere la stessa persona.-
In questo caso viene meno il principio dell'utilizzo alternativo.-
Non essendo possibile stabilire una priorità temporale tra i due lavoratori, l'INPS prevede che l'indebito venga ripartito in parti uguali tra coloro che hanno utilizzato contemporaneamente il beneficio.-
Se, ad esempio, due lavoratori utilizzano nello stesso giorno il permesso per la medesima persona assistita, il recupero sarà effettuato al 50% nei confronti di ciascuno, tenendo conto dell'orario lavorativo previsto per ognuno.-
La stessa regola opera quando la sovrapposizione riguarda soltanto alcune ore.-
5️⃣ CONCLUSIONI
Il principio da ricordare è, dunque, molto semplice: più lavoratori possono essere autorizzati ad assistere la stessa persona, ma i permessi non si moltiplicano.-
Il limite rimane quello di tre giorni complessivi al mese per la medesima persona con disabilità, da utilizzare alternativamente tra gli aventi diritto.-
Se il limite viene superato, l'INPS procede al recupero di quanto indebitamente fruito, secondo i criteri indicati dalla circolare.-
Quando sono presenti più lavoratori autorizzati, quindi, il coordinamento diventa essenziale: condividere l'assistenza significa anche condividere correttamente i tre giorni disponibili.-
NOTE
[1] Possono fruire del beneficio i genitori, anche adottivi o affidatari, il coniuge, la parte dell'unione civile, il convivente di fatto o, al ricorrere delle condizioni previste dalla legge, i parenti o affini entro il terzo grado della persona con disabilità in situazione di gravità.

