PERMESSI 104, SE PIÙ FAMILIARI ASSISTONO LA STESSA PERSONA, I TRE GIORNI NON SI MOLTIPLICANO

22.09.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS: Legge 104 – 📅 Permessi 104 – 🏛️ INPS – 🦽 Disabilità – ❤️ Assistenza familiare – 👥 Lavoratori – 💶 Permessi retribuiti – 📄 Circolare INPS n. 100/2026

INDICE

1️⃣ INTRODUZIONE

2️⃣ I TRE GIORNI NON SI MOLTIPLICANO

3️⃣ COSA SUCCEDE SE SI SUPERA IL LIMITE

4️⃣ E SE I DUE FAMILIARI PRENDONO IL PERMESSO NELLO STESSO GIORNO?

5️⃣ CONCLUSIONI

1️⃣ PIÙ FAMILIARI POSSONO ASSISTERE
Più lavoratori possono essere autorizzati a fruire dei permessi della Legge 104 per assistere la stessa persona con disabilità grave.

2️⃣ I TRE GIORNI RESTANO COMPLESSIVI
Non spettano tre giorni a ciascun lavoratore: i tre giorni mensili devono essere utilizzati alternativamente tra gli aventi diritto.

3️⃣ ATTENZIONE AL SUPERAMENTO DEL LIMITE
La circolare INPS n. 100/2026 chiarisce i criteri di recupero quando vengono superati i tre giorni disponibili o vi è una fruizione contemporanea.

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1️ INTRODUZIONE

L'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, prevede che i lavoratori dipendenti possano fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito, coperto da contribuzione figurativa e anche frazionabile in ore, per assistere familiari in condizione di disabilità grave che non siano ricoverati a tempo pieno.-

Ma cosa accade quando ad assistere la stessa persona sono più lavoratori?

Dopo l'eliminazione del principio del cosiddetto "referente unico dell'assistenza", più lavoratori[1] possono essere autorizzati a usufruire di detti permessi.-

Attenzione, però: questo non significa che ciascun lavoratore abbia autonomamente diritto a tre giorni di permesso al mese.-

È proprio su questo aspetto, e sulle conseguenze derivanti dall'eventuale superamento del limite, che interviene la recentissima circolare INPS n. 100/2026.-

2️ I TRE GIORNI NON SI MOLTIPLICANO

La regola è semplice: i tre giorni mensili di permesso restano complessivi con riferimento alla stessa persona con disabilità e devono essere utilizzati alternativamente dai lavoratori autorizzati.-

In altre parole, se due fratelli assistono lo stesso genitore, non spettano tre giorni al primo e altri tre giorni al secondo, ma restano tre in tutto e devono essere condivisi.-

Lo stesso principio vale quando il permesso viene utilizzato in maniera frazionata ad ore.-

3️ COSA SUCCEDE SE SI SUPERA IL LIMITE

Ma cosa accade se, per mancato coordinamento tra i familiari, vengono utilizzati complessivamente più di tre giorni nello stesso mese?

L'INPS applica un criterio preciso: conta l'ordine cronologico di fruizione dei permessi.-

Facciamo un esempio.-

Due lavoratori, A e B, assistono la stessa persona:

  • A utilizza un giorno il 5 marzo;
  • A utilizza un altro giorno il 18 marzo;
  • B utilizza un giorno il 25 marzo;
  • B utilizza un ulteriore giorno il 30 marzo.

Con il permesso del 25 marzo sono stati utilizzati tutti e tre i giorni mensili disponibili.-

Quello del 30 marzo rappresenta, quindi, il quarto giorno e viene considerato indebitamente fruito.-

L'INPS procederà pertanto al recupero nei confronti del lavoratore che ha utilizzato il permesso dopo l'esaurimento dei tre giorni disponibili.-

Diventa quindi fondamentale, quando più persone sono autorizzate ad assistere lo stesso familiare, coordinare l'utilizzo dei permessi.-

4️ E SE I DUE FAMILIARI PRENDONO IL PERMESSO NELLO STESSO GIORNO?

La circolare affronta anche un'altra situazione particolare: due lavoratori utilizzano contemporaneamente il permesso per assistere la stessa persona.-

In questo caso viene meno il principio dell'utilizzo alternativo.-

Non essendo possibile stabilire una priorità temporale tra i due lavoratori, l'INPS prevede che l'indebito venga ripartito in parti uguali tra coloro che hanno utilizzato contemporaneamente il beneficio.-

Se, ad esempio, due lavoratori utilizzano nello stesso giorno il permesso per la medesima persona assistita, il recupero sarà effettuato al 50% nei confronti di ciascuno, tenendo conto dell'orario lavorativo previsto per ognuno.-

La stessa regola opera quando la sovrapposizione riguarda soltanto alcune ore.-

5️ CONCLUSIONI

Il principio da ricordare è, dunque, molto semplice: più lavoratori possono essere autorizzati ad assistere la stessa persona, ma i permessi non si moltiplicano.-

Il limite rimane quello di tre giorni complessivi al mese per la medesima persona con disabilità, da utilizzare alternativamente tra gli aventi diritto.-

Se il limite viene superato, l'INPS procede al recupero di quanto indebitamente fruito, secondo i criteri indicati dalla circolare.-

Quando sono presenti più lavoratori autorizzati, quindi, il coordinamento diventa essenziale: condividere l'assistenza significa anche condividere correttamente i tre giorni disponibili.-

NOTE

[1] Possono fruire del beneficio i genitori, anche adottivi o affidatari, il coniuge, la parte dell'unione civile, il convivente di fatto o, al ricorrere delle condizioni previste dalla legge, i parenti o affini entro il terzo grado della persona con disabilità in situazione di gravità.