PASSA CON IL ROSSO, MA LA MULTA LA PRENDE ANCHE IL COMUNE

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
TAGS: 🚦 Semaforo rosso · 📷 Videosorveglianza · 🔐 Privacy · 🏛️ Garante · 💶 Sanzione al Comune
INDICE
1️⃣IL FATTO
2️⃣ LA DECISIONE DEL GARANTE

1️⃣ 🚗 L'automobilista non contesta il passaggio con il rosso, ma presenta reclamo per il modo in cui il Comune ha utilizzato le immagini raccolte.
2️⃣ 🔐 Il sistema violava i principi di minimizzazione e trasparenza; anche la DPIA era stata predisposta tardivamente e risultava incompleta.
3️⃣ 💶 Il Garante sanziona il Comune con 5.000 euro e ordina l'adeguamento del sistema e delle informative.
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1️⃣IL FATTO
Con la sua macchina attraversa un incrocio con il semaforo rosso.-
La violazione c'è e la sanzione è legittima, per questo decide di non contestare la multa.-
Contesta, invece, come il Comune (di Vasto) avesse utilizzato i suoi dati personali e lo fa presentando reclamo al Garante della Privacy.-
I motivi? Le immagini allegate al verbale mostravano dati che non avrebbero dovuto essere visibili, come le targhe di altri veicoli e ulteriori elementi estranei all'accertamento dell'infrazione, ma soprattutto che non fossero stati oscurati in automatico il parabrezza anteriore e il lunotto posteriore del veicolo per rendere irriconoscibili conducente ed eventuali passeggeri; inoltre, lamentava l'assenza di un'adeguata informativa sulla videosorveglianza e una gestione dei dati non conforme al GDPR.-
2️⃣ LA DECISIONE DEL GARANTE
Il Garante - con il Provvedimento 18 giugno 2026, Registro dei provvedimenti n. 457, doc. web n. 10267254 - ha accolto il reclamo, in quanto il Comune ha violato diversi principi fondamentali del GDPR.-
Innanzitutto, il principio di minimizzazione: quando una telecamera serve ad accertare il passaggio con il rosso, deve raccogliere solo i dati indispensabili. Nel caso concreto, erano rimaste visibili informazioni che avrebbero dovuto essere oscurate automaticamente. -
Inoltre, il Garante ha ritenuto inadeguata l'informativa fornita ai cittadini. I cartelli risultavano troppo generici, le finalità del trattamento non erano sufficientemente chiare, l'informativa completa era difficilmente reperibile sul sito del Comune e persino il verbale richiamava riferimenti normativi ormai superati. -
Inoltre, anche la Valutazione d'Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA)[1] era stata predisposta solo dopo l'avvio del sistema ed era priva di alcuni elementi essenziali richiesti dalla normativa europea.-
Per queste ragioni il Garante ha accertato la violazione degli articoli 5, 12, 13 e 35 del GDPR, ha irrogato al Comune una sanzione amministrativa di 5.000 euro e gli ha ordinato di adeguare il sistema e le informative entro il termine stabilito.-
NOTE
[1] Il DPIA è il documento con cui un'organizzazione studia in anticipo i rischi privacy di un'attività e stabilisce come prevenirli o ridurli. Non è una semplice informativa sulla privacy, ma una vera e propria valutazione tecnica e giuridica del trattamento.-

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