LINEA TELEFONICA KO, PERDITA DI CHANCE RISARCIBILE IN VIA EQUITATIVA PER IL PROFESSIONISTA

29.05.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS: 📞 Linea telefonica interrotta ⚖️ Perdita di chance professionale 💼 Studio legale senza telefono 📉 Risarcimento danni al professionista 🧾 Servizi telefonici 

1️⃣ IL FATTO
2️⃣ LA SENTENZA

📞 1️⃣ Studio senza linea per oltre tre mesi
Un avvocato cambia operatore telefonico, ma il vecchio gestore interrompe il servizio e il nuovo non lo attiva: lo studio resta senza telefono, con disagi professionali e perdita di contatti.

⚖️ 2️⃣ La Cassazione riconosce il rilievo della perdita di chance
Con l'ordinanza n. 9230/2026, la Cassazione chiarisce che non serve sempre provare un danno economico già realizzato: può essere risarcita anche la perdita concreta di occasioni professionali.

💼 3️⃣ Per un professionista il telefono non è un dettaglio tecnico
Restare senza linea può significare perdere clienti, incarichi e possibilità di guadagno. Se la chance perduta è seria e ragionevolmente probabile, il danno può essere liquidato anche in via equitativa.

1️ IL FATTO

Un avvocato cambiava operatore telefonico per il proprio studio legale, passando da una compagnia all'altra.

Il risultato, però, era tutt'altro che lineare: il precedente gestore interrompeva il servizio, il nuovo non lo attivava e lo studio rimaneva senza linea telefonica per oltre tre mesi.

Il professionista era quindi costretto a cambiare numero e a rivolgersi a un terzo operatore, pur continuando a ricevere fatture dai gestori coinvolti.-

Agiva così in giudizio chiedendo il risarcimento del danno, lamentando la perdita di clientela, occasioni professionali e possibilità di guadagno, oltre allo storno delle fatture relative a servizi non effettivamente resi.-

Sia il Tribunale sia la Corte d'Appello rigettavano la domanda, ritenendo non provato in modo specifico il danno subito.-

2️ LA SENTENZA

La Cassazione, con ordinanza n. 9230/2026, ha cassato la decisione della Corte d'Appello.-

Il punto centrale è questo: quando l'interruzione della linea telefonica riguarda uno studio professionale, il danno non deve essere necessariamente provato come perdita economica già realizzata e documentata nei bilanci.-

Può venire in rilievo la perdita di chance, cioè la perdita della concreta possibilità di acquisire nuovi clienti, ricevere incarichi, mantenere contatti professionali e sviluppare occasioni lavorative.-

La chance, precisa la Corte, non è il guadagno certo perduto, ma la possibilità seria, apprezzabile e consistente di conseguirlo. Proprio per questo, una volta accertato l'inadempimento del gestore, il danno può essere liquidato anche in via equitativa, senza pretendere necessariamente la prova di una contrazione effettiva dei redditi.

Secondo la Cassazione, quindi, la Corte d'Appello ha sbagliato perché ha preteso la prova del danno finale, mentre il ricorrente aveva chiesto il risarcimento della diversa voce della perdita di chance.-

La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello di Milano, che dovrà riesaminare la vicenda tenendo conto dell'inadempimento, della durata dell'interruzione, della natura professionale dell'utenza e delle concrete possibilità perdute.-

In sintesi: per uno studio professionale restare senza telefono per mesi non è un semplice disagio tecnico. Può significare perdere contatti, clienti e occasioni di lavoro. E quella perdita, se seria e ragionevolmente probabile, può essere risarcita.-