LA STRANA STORIA DEL TESTE CON BERDUMA ED INFRADITO

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
TAGS: 🩳 Bermuda in Tribunale · 🩴 Testimone in infradito · ⚖️ Decoro in Tribunale ·
INDICE
1️⃣ TRATTO DA UNA
STORIA VERA…
2️⃣ IL PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE DI TRANI
3️⃣ IL DECORO COME FORMA DI RISPETTO

1️⃣ 🩴 Un testimone si presenta in aula in bermuda e infradito, spiegando candidamente di essere atteso al mare.
2️⃣ 🏛️ Il Tribunale di Trani stabilisce regole precise sull'abbigliamento, applicabili a chiunque acceda al Palazzo di Giustizia.
3️⃣ ⚖️ Il decoro non impone eleganza o abiti costosi: esprime rispetto per l'istituzione, per chi vi lavora e per chi cerca tutela.
1️⃣ TRATTO DA UNA STORIA VERA…
È capitato proprio a me. Qualche anno fa.-
Processo penale. Fine luglio. Trani.-
Fuori caldo indescrivibile. Dentro l'aula l'aria condizionata, ma giacca e cravatta si facevano sentire, dopo ore.-
Erano circa le 15.00 quando venne finalmente chiamato il "nostro" processo.-
La vicenda era delicata. Dovevano essere sentiti alcuni testimoni.-
Il cancelliere chiamò il primo teste.-
Si aprì la porta dell'aula e comparve un ragazzo di circa venticinque anni.-
Capelli impomatati con quantità industriali di gel.-
Occhiali da sole a specchio blu, modello agente speciale di Manhattan.-
Camicia bianca completamente sbottonata sul petto, completamente glabro e una catena con un crocifisso talmente grande da vedersi a metri di distanza.-
Il vero problema, però, erano i bermuda e, soprattutto, le infradito.-
Probabilmente firmatissimi. Ma pur sempre bermuda e infradito.-
Il Giudice lo osservò per qualche secondo. Lo squadrò dalla testa ai piedi.-
Poi, con assoluta calma, gli fece notare che quell'abbigliamento non era compatibile con il decoro dell'aula di udienza.-
A quel punto arrivò una risposta che, ancora oggi, ricordo perfettamente.-
Con il candore di un bambino, ma con l'abbigliamento di un tronista, il teste, convinto di fornire la spiegazione più naturale del mondo, rispose:
«Giudice... fa caldo. E poi appena finisco qui devo andare al mare. Anzi... sono pure in ritardo. Mi stanno aspettando.»
Probabilmente, in quel preciso istante, comprese di aver pronunciato la frase sbagliata nel posto sbagliato.-
Il Giudice perse definitivamente la pazienza.-
Gli ordinò di uscire immediatamente dall'aula e di tornare soltanto dopo aver acquistato un paio di pantaloni lunghi e un paio di scarpe più consone.-
Il ragazzo abbassò la testa e uscì.-
Sembrava tutto risolto. Non proprio.-
Perché sia il Giudice sia il teste avevano dimenticato un piccolo dettaglio.-
Era fine luglio. Erano le tre del pomeriggio. Eravamo a Trani.-
Quale negozio di abbigliamento poteva essere aperto a quell'ora?
Ed ecco il colpo di scena.-
Dopo una ventina di minuti il teste rientrò in aula.
Sorrideva. Indossava pantaloni lunghi. Ai piedi aveva scarpe chiuse.-
Missione compiuta. O almeno così sembrava.-
In realtà, l'unico esercizio aperto era un negozio di souvenir sul porto, che vendeva anche qualche capo di abbigliamento... ma non esattamente da uomo.-
Così il nostro teste si ripresentò davanti al Giudice con un paio di pantaloni palesemente femminili: a zampa d'elefante, vita bassa e con vistose paillettes sul lato B.-
Per qualche secondo nell'aula calò un silenzio irreale.-
Qualcuno abbassò lo sguardo. Qualcun altro trattenne a fatica una risata.-
Io stesso, lo confesso, feci un'enorme fatica a mantenere un'espressione seria.-
Persino il Giudice, dopo l'iniziale sorpresa, comprese che quel ragazzo aveva semplicemente fatto tutto il possibile per eseguire l'ordine ricevuto.-
La buona volontà, quella sì, non gli mancava.
Accettò quindi l'iniziativa, senza ulteriori rimproveri.-
Ed ebbe così inizio, probabilmente, l'escussione testimoniale più surreale alla quale abbia mai assistito.-
2️⃣ DAL RICORDO PERSONALE AL PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE DI TRANI
Questo ricordo, rimasto per anni confinato tra gli aneddoti di corridoio raccontati tra colleghi, mi è tornato immediatamente alla mente leggendo la recente disposizione adottata dal Tribunale di Trani in materia di decoro dell'abbigliamento.-
Il provvedimento, destinato a tutti coloro che accedono al Palazzo di Giustizia, introduce regole chiare sull'abbigliamento ritenuto incompatibile con la funzione istituzionale del luogo.-
Non sarà consentito entrare o sostare negli uffici, nelle cancellerie, nelle aule di udienza, nei corridoi e negli altri spazi comuni indossando pantaloni corti o bermuda, canottiere, magliette senza maniche o a spalle scoperte, top, ciabatte, infradito, calzature da spiaggia o da piscina, costumi da bagno o altri capi tipicamente balneari. Sono inoltre vietati gli indumenti che lascino scoperti addome, schiena, nonché qualsiasi altro abbigliamento manifestamente incompatibile con il decoro richiesto all'interno del Palazzo di Giustizia.-
Le disposizioni si applicano indistintamente a magistrati, avvocati, personale amministrativo, dipendenti, consulenti, parti processuali, testimoni, utenti e visitatori. In altre parole, a chiunque entri nel Palazzo di Giustizia.-
Al personale addetto alla vigilanza è affidato il compito di richiamare gli interessati al rispetto delle regole e, nei casi più evidenti, di impedirne l'accesso fino a quando l'abbigliamento non risulti conforme.-
Una decisione che, com'era prevedibile, ha immediatamente acceso il dibattito tra favorevoli, contrari e immancabili ironie sui social.-
3️⃣ PERCHÉ IN TRIBUNALE SERVE UN ABBIGLIAMENTO CONSONO
Al di là delle battute, il provvedimento del Tribunale di Trani contiene un messaggio semplice.-
Il Tribunale non è un luogo qualsiasi. È il luogo in cui si amministrano la giustizia e i diritti delle persone.-
Per questo il decoro non è una questione di eleganza né di moda. È una forma di rispetto verso l'istituzione, verso chi vi lavora e verso chi vi cerca tutela.-
Ancora oggi mi chiedo se quel ragazzo abbia mai più rimesso quei pantaloni. Una cosa, però, è certa: non rientrerà mai più in un Tribunale con le infradito!

