LA RIFORMA CARTABIA COLPISCE DURO, CONTO SALATO PER CHI NON SI PRESENTA IN MEDIAZIONE.

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ LA SENTENZA
3️⃣ CONCLUSIONI
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ La mediazione non un semplice passaggio ⚖️
Non presentarsi al primo incontro di mediazione obbligatoria non è più una scelta neutra o "strategica": con la Riforma Cartabia è una condotta processualmente rilevante.
2️⃣ L'assenza ingiustificata si paga 💸
Chi diserta senza un motivo serio e documentato rischia sanzioni economiche concrete: doppio contributo unificato, somme allo Stato e persino una condanna a favore della controparte per abuso del processo.
3️⃣ La sedia vuota oggi costa cara 🪑⚠️
La mediazione è ormai una fase del processo a tutti gli effetti: ignorarla significa esporsi a conseguenze reali. La strategia del "poi ci vediamo in Tribunale" non funziona più.
*****
1️⃣ INTRODUZIONE
"Non vado in mediazione. Sai che mi importa. Tanto poi ci vediamo in Tribunale.".-
Per anni è stata una frase pronunciata – spesso con leggerezza – da parti forti, compagnie assicurative, istituti bancari, grandi controparti strutturate.-
Oggi, con le nuove regole, questa scelta si è trasformata in un vero e proprio boomerang.-
Una compagnia assicurativa, regolarmente convocata al primo incontro di mediazione obbligatoria, sceglieva di non presentarsi. Nessuna emergenza o impedimento documentato, solo una scelta strategica.-
Verbale negativo e causa proseguita davanti al Giudice ordinario.-
2️⃣ LA SENTENZA
Il Tribunale di Milano, Giudice Dott.ssa Ada Favarolo, con la sentenza n. 9925/2025, ha applicato in modo rigoroso e senza sconti l'art. 12-bis del d.lgs. 28/2010, come riformato dalla Riforma Cartabia, affermando un principio netto:
la mancata partecipazione ingiustificata alla mediazione è una condotta processualmente rilevante e sanzionabile.-
Non basta comunicare che non si intende
partecipare.-
Non basta "spiegare dopo" le proprie ragioni.-
Serve un giustificato motivo serio, oggettivo e documentato[1].-
In assenza di ciò, il giudice può (riconoscendo, ovviamente, le ragioni di chi inizia il giudizio):
- condannare la parte assente al pagamento del doppio del contributo unificato;
- disporre il versamento di una somma in favore dello Stato;
- condannare anche al pagamento di una somma equitativamente determinata a favore della controparte, perché tale condotta integra un abuso del processo, contrario ai doveri di lealtà e collaborazione.-
La mediazione, dunque, non è un passaggio
formale.
È una fase del processo a tutti gli effetti.
Ignorarla significa esporsi a conseguenze economiche concrete.
3️⃣ CONCLUSIONI
La mediazione non è più un mero passaggio formale burocratico, ma una fase del processo a tutti gli effetti. La Riforma Cartabia ha chiuso un'epoca: l'assenza in mediazione non è più neutra e la sedia vuota, oggi, può costare molto cara.-
NOTE
[1] Atteso che, come si legge in sentenza: "in caso di mediazione obbligatoria, quando la parte invitata, senza partecipare alle attività informative e di interpellanza da espletarsi al primo incontro, annuncia per iscritto la propria assenza, provvedendo ad illustrare le ragioni che la inducono a decidere di non voler iniziare una mediazione, si deve ritenere che il dissenso così manifestato non sia stato validamente espresso, perché – a prescindere dalla validità delle argomentazioni giustificative – la parte non si è posta nelle condizioni di esprimere una volontà consapevole ed informata" (così, Tribunale di Vasto, ordinanza 6 dicembre 2016)."-
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