ATTI SESSUALI CON MINORENNE: IL REATO PUÒ CONSUMARSI ANCHE ONLINE, A DISTANZA

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
TAGS: ⚖️ Atti sessuali con minorenne · 📱 Strumenti telematici · 💬 Chat e messaggi · 🔗 Rapporto causale · 🏛️ Cassazione n. 29851/2026
INDICE
1️⃣ LA QUESTIONE
2️⃣ IL REATO IN QUESTIONE
3️⃣ LA SENTENZA
4️⃣ CONCLUSIONI

1️⃣ IL REATO PUÒ CONFIGURARSI ANCHE A DISTANZA
Per gli atti sessuali con minorenne non è necessario che adulto e minore si trovino nello stesso luogo: la condotta può realizzarsi anche attraverso chat, messaggi o altri strumenti telematici.
2️⃣ NON SERVE NEPPURE LA CONTEMPORANEITÀ
Il minore può compiere l'atto anche in un momento successivo, quando l'adulto non è più collegato: ciò non esclude, di per sé, la configurabilità del reato.
3️⃣ È DECISIVO IL NESSO CAUSALE
Occorre verificare se la condotta del minore sia stata determinata o indotta dalle richieste, dalle sollecitazioni o dalla precedente condotta dell'adulto. È questo il punto centrale indicato dalla Cassazione.
*****
1️⃣ LA QUESTIONE
Per configurare il reato di atti sessuali con minorenne[1] è necessario che adulto e minore si trovino nello stesso luogo?
E se il minore compie l'atto da solo, dopo essere stato indotto attraverso chat, messaggi o altri strumenti telematici?
La risposta della Cassazione è netta: la distanza non esclude il reato.-
2️⃣ IL REATO IN QUESTIONE
Il reato esaminato dalla Cassazione è quello di atti sessuali con minorenne, previsto dall'art. 609-quater del codice penale.-
Una precisazione è fondamentale: non stiamoparlando necessariamente di violenza sessuale.-
L'art. 609-quater opera infatti, come dice
espressamente la legge, al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 609-bis c.p.. Ciò significa che il reato può configurarsi anche senza violenza, minaccia o costrizione.-
Facciamo un esempio semplice.-
Un adulto entra in contatto tramite chat con una ragazza di tredici anni e, attraverso messaggi e richieste, la induce a compiere su se stessa atti di natura sessuale, magari chiedendole anche di riprendersi o di trasmettergli delle immagini.-
I due non si incontrano mai.-
Non sono nella stessa stanza e potrebbe persino accadere che il minore compia l'atto in un momento successivo, quando
l'adulto non è neppure collegato.-
Questo, però, non significa che il reato sia automaticamente escluso.-
Secondo la Cassazione, ciò che occorre verificare è il rapporto causale: se il comportamento del minore è conseguenza delle
richieste, delle sollecitazioni o comunque della condotta precedentemente posta in essere dall'adulto, può configurarsi il delitto di atti sessuali con minorenne previsto dall'art. 609-quater c.p.-
In altre parole, non è necessario il contatto fisico e non è indispensabile neppure che adulto e minore agiscano contemporaneamente.-
3️⃣ LA SENTENZA
Con la sentenza n. 29851/2026, la Cassazione ha chiarito che il reato in commento, previsto dall'art. 609-quater c.p., può essere realizzato anche mediante strumenti di comunicazione telematica.-
Non è necessaria né la presenza fisica dell'autore né la contemporaneità delle condotte.
Il punto decisivo è un altro: deve esistere un nesso causale tra la condotta dell'adulto e l'atto sessuale compiuto dal minore.-
Il reato può quindi sussistere anche quando il minore compia autonomamente l'atto, purché quella condotta sia stata determinata o indotta dall'azione dell'agente, anche attraverso comportamenti precedenti.-
E' necessario ribadire un altro principio importante: quando la vittima ha meno di quattordici anni, non basta dire "pensavo fosse maggiorenne". Le rassicurazioni verbali del minore o la sua semplice apparenza fisica non sono, da sole, sufficienti a rendere inevitabile l'errore sull'età.-
4️⃣ CONCLUSIONI
Chat, videochiamate e messaggi possono costituire lo strumento attraverso il quale viene realizzata la condotta penalmente rilevante.-
Non conta soltanto dove si trova l'autore.-
Conta soprattutto se la sua condotta abbia determinato quella del minore.-
NOTE
[1] Il reato esaminato dalla Cassazione è quello di atti sessuali con minorenne, previsto dall'art. 609-quater del codice penale.
Una precisazione è fondamentale: non stiamo parlando necessariamente di violenza sessuale.
L'art. 609-quater opera infatti, come dice espressamente la legge, al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 609-bis c.p.. Ciò significa che il reato può configurarsi anche senza violenza, minaccia o costrizione.
Facciamo un esempio semplice.
Un adulto entra in contatto tramite chat con una ragazza di tredici anni e, attraverso messaggi e richieste, la induce a compiere su se stessa atti di natura sessuale, magari chiedendole anche di riprendersi o di trasmettergli delle immagini.
I due non si incontrano mai.
Non sono nella stessa stanza e potrebbe persino accadere che il minore compia l'atto in un momento successivo, quando l'adulto non è neppure collegato.
Questo, però, non significa che il reato sia automaticamente escluso.
Secondo la Cassazione, ciò che occorre verificare è il rapporto causale: se il comportamento del minore è conseguenza delle richieste, delle sollecitazioni o comunque della condotta precedentemente posta in essere dall'adulto, può configurarsi il delitto di atti sessuali con minorenne previsto dall'art. 609-quater c.p.
In altre parole, non è necessario il contatto fisico e non è indispensabile neppure che adulto e minore agiscano contemporaneamente.

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