AGENTE USAVA AUTO DI SERVIZIO PER INCONTRI INTIMI, CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
TAGS: 🚔 Auto di servizio · 📍 Tracciamento GPS · ⚖️ Corte dei conti · 🏛️ Danno all'immagine · 💶 Risarcimento al Comune
INDICE
1️⃣ I FATTI
2️⃣ IL GPS E GLI SPOSTAMENTI
3️⃣ IL PROCESSO PENALE
4️⃣ LA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI

1️⃣ 🚔 Due agenti trovano un'auto di servizio vuota nella zona industriale, mentre il collega avrebbe dovuto trovarsi all'interno del Comando.-
2️⃣ 📍 Il confronto tra turni, timbrature e dati GPS avrebbe documentato ripetuti spostamenti compiuti per finalità personali durante l'orario di lavoro.-
3️⃣ ⚖️ Dopo la condanna penale definitiva per gli episodi non prescritti, l'ex agente è stato condannato, anche dalla Corte dei Conti, a versare 20.000 euro al Comune di Brescia per il danno all'immagine.-
1️⃣ I FATTI
Siamo nella zona industriale di una importane città, tra capannoni, strade semideserte e cassonetti.-
Due agenti della Polizia Locale, impegnati in un controllo, notano qualcosa che non dovrebbe trovarsi lì: un'auto civetta del Comando.-
Il motore è spento. L'abitacolo è vuoto. Nessuno al posto di guida.-
I due aspettano.-
Dopo qualche minuto, da un'area appartata compare un uomo. Si avvicina alla vettura, apre lo sportello e sale a bordo.-
Non è uno sconosciuto: è un loro collega.-
C'è, però, un particolare che cambia tutto.-
Quella sera l'agente non avrebbe dovuto trovarsi nella zona industriale. Secondo il turno assegnato, avrebbe dovuto prestare servizio all'interno del Comando, pronto a garantire supporto alle pattuglie operative sul territorio.-
Da quel momento, un semplice avvistamento si trasforma in un'indagine interna.-
2️⃣ IL GPS E GLI SPOSTAMENTI
Vengono controllati i turni, confrontate le timbrature e analizzati i dati del sistema GPS installato sulle auto di servizio.-
Ed è proprio il GPS, testimone silenzioso e implacabile, a raccontare una storia molto più lunga.-
Secondo la ricostruzione ,infatti, quella sera non sarebbe stata un'eccezione. L'auto civetta sarebbe comparsa più volte nella stessa zona industriale, proprio negli orari in cui l'agente risultava regolarmente in servizio.-
Giorno dopo giorno, spostamento dopo spostamento, il confronto tra i tracciati satellitari e gli orari di lavoro avrebbe fatto emergere una serie di allontanamenti dal Comando per finalità completamente estranee al servizio, compresi, secondo quanto ricostruito, alcuni incontri privati con donne.-
In pratica raggiungeva questo posto con l'auto di servizio, salvo poi "appartarsi" in un'altra vettura.-
3️⃣ IL PROCESSO PENALE
Da quei fatti nasce un procedimento penale per peculato e truffa aggravata.-
Il peculato veniva contestato per l'utilizzo dell'autovettura comunale a fini privati; la truffa aggravata per avere percepito la retribuzione durante ore nelle quali, secondo i giudici, l'attività lavorativa non sarebbe stata effettivamente svolta.-
Una parte degli episodi più risalenti è stta dichiarata prescritta. Per quelli successivi, invece, la condanna diventa definitiva nel 2019.-
Ma la storia non finisce qui.-
4️⃣ LA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI
La vicenda prosegue davanti alla Corte dei conti.-
I giudici contabili non sono chiamati a rivalutare la responsabilità penale, ormai definitivamente accertata, ma a stabilire se quella condotta abbia provocato un danno risarcibile al Comune.-
La risposta è affermativa.-
Utilizzare un mezzo dell'Ente per interessi personali durante l'orario di servizio non determina soltanto un danno economico. Una simile condotta colpisce anche il prestigio, il decoro e la credibilità dell'Amministrazione agli occhi dei cittadini.-
Per questo motivo, l'ex agente è stato condannato a risarcire il Comune di Brescia con 20.000 euro per il danno all'immagine.-

