AGENTE USAVA AUTO DI SERVIZIO PER INCONTRI INTIMI, CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI

07.08.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS: 🚔 Auto di servizio · 📍 Tracciamento GPS · ⚖️ Corte dei conti · 🏛️ Danno all'immagine · 💶 Risarcimento al Comune

INDICE

1️⃣ I FATTI

2️⃣ IL GPS E GLI SPOSTAMENTI

3️⃣ IL PROCESSO PENALE

4️⃣ LA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI

1️⃣ 🚔 Due agenti trovano un'auto di servizio vuota nella zona industriale, mentre il collega avrebbe dovuto trovarsi all'interno del Comando.-

2️⃣ 📍 Il confronto tra turni, timbrature e dati GPS avrebbe documentato ripetuti spostamenti compiuti per finalità personali durante l'orario di lavoro.-

3️⃣ ⚖️ Dopo la condanna penale definitiva per gli episodi non prescritti, l'ex agente è stato condannato, anche dalla Corte dei Conti, a versare 20.000 euro al Comune di Brescia per il danno all'immagine.-


1️ I FATTI

Siamo nella zona industriale di una importane città, tra capannoni, strade semideserte e cassonetti.-

Due agenti della Polizia Locale, impegnati in un controllo, notano qualcosa che non dovrebbe trovarsi lì: un'auto civetta del Comando.-

Il motore è spento. L'abitacolo è vuoto. Nessuno al posto di guida.-

I due aspettano.-

Dopo qualche minuto, da un'area appartata compare un uomo. Si avvicina alla vettura, apre lo sportello e sale a bordo.-

Non è uno sconosciuto: è un loro collega.-

C'è, però, un particolare che cambia tutto.-

Quella sera l'agente non avrebbe dovuto trovarsi nella zona industriale. Secondo il turno assegnato, avrebbe dovuto prestare servizio all'interno del Comando, pronto a garantire supporto alle pattuglie operative sul territorio.-

Da quel momento, un semplice avvistamento si trasforma in un'indagine interna.-

2️ IL GPS E GLI SPOSTAMENTI

Vengono controllati i turni, confrontate le timbrature e analizzati i dati del sistema GPS installato sulle auto di servizio.-

Ed è proprio il GPS, testimone silenzioso e implacabile, a raccontare una storia molto più lunga.-

Secondo la ricostruzione ,infatti, quella sera non sarebbe stata un'eccezione. L'auto civetta sarebbe comparsa più volte nella stessa zona industriale, proprio negli orari in cui l'agente risultava regolarmente in servizio.-

Giorno dopo giorno, spostamento dopo spostamento, il confronto tra i tracciati satellitari e gli orari di lavoro avrebbe fatto emergere una serie di allontanamenti dal Comando per finalità completamente estranee al servizio, compresi, secondo quanto ricostruito, alcuni incontri privati con donne.-

In pratica raggiungeva questo posto con l'auto di servizio, salvo poi "appartarsi" in un'altra vettura.-

3️ IL PROCESSO PENALE

Da quei fatti nasce un procedimento penale per peculato e truffa aggravata.-

Il peculato veniva contestato per l'utilizzo dell'autovettura comunale a fini privati; la truffa aggravata per avere percepito la retribuzione durante ore nelle quali, secondo i giudici, l'attività lavorativa non sarebbe stata effettivamente svolta.-

Una parte degli episodi più risalenti è stta dichiarata prescritta. Per quelli successivi, invece, la condanna diventa definitiva nel 2019.-

Ma la storia non finisce qui.-

4️ LA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI

La vicenda prosegue davanti alla Corte dei conti.-

I giudici contabili non sono chiamati a rivalutare la responsabilità penale, ormai definitivamente accertata, ma a stabilire se quella condotta abbia provocato un danno risarcibile al Comune.-

La risposta è affermativa.-

Utilizzare un mezzo dell'Ente per interessi personali durante l'orario di servizio non determina soltanto un danno economico. Una simile condotta colpisce anche il prestigio, il decoro e la credibilità dell'Amministrazione agli occhi dei cittadini.-

Per questo motivo, l'ex agente è stato condannato a risarcire il Comune di Brescia con 20.000 euro per il danno all'immagine.-