RICORSI SCRITTI MALE, LA CASSAZIONE AMMETTE, DICHIARARLI TUTTI INAMMISSIBILI BLOCCHEREBBE IL SISTEMA

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ LA SENTENZA
3️⃣ CONCLUSIONI
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ La Cassazione fotografa un problema reale ⚖️
Molti ricorsi sono scritti male, e la Corte lo dice in modo diretto, riconoscendo che non si tratta affatto di casi isolati.
2️⃣ Il ricorso viene letto lo stesso, ma criticato duramente 📄✍️
Pur censurando la tecnica scrittoria della difesa, la Cassazione non dichiara il ricorso inammissibile solo per questo e lo rigetta nel merito.
3️⃣ Messaggio chiarissimo agli avvocati 🚨👨⚖️
La cattiva scrittura forense non può diventare la normalità: la sentenza salva l'atto, ma boccia senza sconti il modo in cui è stato redatto.
*****
1️⃣ INTRODUZIONE
Che molti ricorsi
siano scritti male, in Cassazione, non è certo una scoperta.-
Lo sanno i giudici.-
Lo sanno gli avvocati.-
Lo sanno, probabilmente, anche i corridoi del Palazzaccio.-
Ma questa volta c'è un
passaggio in più.
Un passaggio che pesa.
Perché, nel caso in commento, la Corte non si limita a criticare la qualità
dell'atto: la fotografa come un fenomeno talmente diffuso da non poter più
essere trattato come un'eccezione, quasi rassegnazione.-
2️⃣ LA SENTENZA
La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 1785/2026, lo afferma con una franchezza quasi brutale: la tecnica scrittoria adottata dalla difesa del ricorrente non rappresenta certo un modello di chiarezza e sinteticità.-
Eppure, nonostante tutto, la Corte sceglie di leggere il ricorso.-.
Non lo dichiara
inammissibile per come è scritto.
Lo salva sul piano formale, salvo poi rigettarlo nel merito.-
Ed è qui che arriva il
passaggio più pesante del provvedimento.
Quello che merita di essere evidenziato, ricordato, quasi inciso nel marmo
della cattiva scrittura forense: se si dovessero dichiarare inammissibili
tutti i ricorsi scritti male, la Cassazione resterebbe ben presto inoperosa.
La Corte, però, non
trasforma la cattiva scrittura in una ghigliottina processuale automatica e,
per farlo, richiama, addirittura Celso e, con lui, il diritto romano:
incivile est, nisi tota lege perspecta, una aliqua particula eius iudicare
vel respondere.-
Il senso è chiarissimo: è incivile giudicare prendendo in considerazione solo una parte dell'atto o della norma.
3️⃣ CONCLUSIONI
La sentenza salva il
ricorso, ma non salva il modo di scrivere.-
Ed è proprio questo il punto più duro del provvedimento.-
La Corte prende atto di una realtà diffusissima, ma nello stesso tempo la
espone senza sconti: la cattiva scrittura forense non può essere la normalità.-
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