OPPOSIZIONE EX ART 14-QUINQUIES L. 241/1990 NELLA CONFERENZA DI SERVIZI

31.03.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

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INDICE

1️ INTRODUZIONE
2️
CHE COS'E'
3️
CHI PUO' PRESENTARLA
4️
COSA SUCCEDE DOPO
5️
IL RIMEDIO NON È OBBLIGATORIO
6️
OPPOSIZIONE O RICORSO AL TAR? UNA SCELTA STRATEGICA

Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:

1️⃣ ⚖️ Che cos'è l'opposizione ex art. 14-quinquies L. 241/1990
È un rimedio amministrativo speciale che può essere utilizzato quando, nella conferenza di servizi, un'amministrazione esprime un dissenso qualificato su interessi sensibili come ambiente, salute, paesaggio o pubblica incolumità.

2️⃣ ⏳ Chi può proporla e quali effetti produce
Non può presentarla chiunque: spetta solo alle amministrazioni legittimate, come il Comune, purché il dissenso sia stato espresso in modo chiaro, motivato e tempestivo. Se proposta nei termini, l'opposizione sospende gli effetti della determinazione conclusiva.

3️⃣ 🏛️ Opposizione o ricorso al TAR?
L'opposizione non è obbligatoria: l'amministrazione dissenziente può scegliere se attivare questo rimedio per tentare un riesame rapido in sede istituzionale oppure andare direttamente davanti al TAR. Si tratta quindi di una scelta strategica, da valutare caso per caso.

*****

1️ INTRODUZIONE

Nel diritto amministrativo esistono strumenti poco conosciuti, ma molto importanti.-

Uno di questi è l'opposizione prevista dall'art. 14-quinquies della legge n. 241/1990.-

Si tratta di un rimedio speciale che può entrare in gioco quando la conferenza di servizi si conclude con una decisione non condivisa da amministrazioni chiamate a tutelare interessi particolarmente delicati, come ambiente, paesaggio, beni culturali, salute o pubblica incolumità. In questi casi, la legge consente di portare il conflitto davanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, se necessario, al Consiglio dei Ministri[1].-

2️ CHE COS'E'

In termini semplici, si tratta di un meccanismo che serve a bloccare temporaneamente gli effetti della decisione finale della conferenza di servizi quando essa incide su interessi pubblici "sensibili".-

Non è un ricorso al giudice e non è nemmeno una normale contestazione interna. È, piuttosto, uno strumento amministrativo speciale che consente una nuova valutazione del conflitto tra amministrazioni in presenza di un dissenso qualificato.-

3️ CHI PUO' PRESENTARLA

La legge non consente a chiunque di proporre opposizione. Possono farlo le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della salute e della pubblica incolumità, come ad esempio il Comune.-

C'è però una condizione essenziale: il dissenso deve essere stato espresso prima della conclusione della conferenza di servizi, in modo chiaro, motivato e inequivoco.-

Inoltre, l'opposizione deve essere proposta entro dieci giorni dalla comunicazione della determinazione conclusiva. Se manca un dissenso tempestivo e qualificato, oppure se il termine scade, questo rimedio non è più utilizzabile.-

4️ COSA SUCCEDE DOPO

Quando l'opposizione viene proposta, la determinazione conclusiva resta sospesa nei suoi effetti.-

Successivamente, la Presidenza del Consiglio promuove una nuova fase di confronto tra le amministrazioni coinvolte, per verificare se sia possibile raggiungere una soluzione condivisa. Se l'accordo viene trovato, esso sostituisce la decisione precedente. Se invece l'intesa non si raggiunge, la questione viene rimessa al Consiglio dei Ministri, che può respingere l'opposizione oppure accoglierla, anche solo in parte, modificando il contenuto della decisione finale.-

L'esito di questo procedimento è impugnabile davanti al giudice amministrativo, nei limiti tipici del sindacato di legittimità, con particolare riguardo all'istruttoria, alla motivazione, alla ragionevolezza e al corretto bilanciamento degli interessi coinvolti.-

5️ IL RIMEDIO NON È OBBLIGATORIO

Questo è uno dei punti più importanti sul piano pratico: l'opposizione ex art. 14-quinquies non è un passaggio obbligatorio prima di andare davanti al giudice amministrativo. In altre parole, l'amministrazione dissenziente che non attiva questo rimedio non perde, per questo motibo, il diritto di impugnare in giudizio la determinazione conclusiva della conferenza di servizi.-

In questa direzione si collocano alcuni precedenti giurisprudenziali[2] molto utili, che confermano la natura facoltativa del rimedio amministrativo e la piena esperibilità della tutela giurisdizionale.-

6️ OPPOSIZIONE O RICORSO AL TAR? UNA SCELTA STRATEGICA

A questo punto, la domanda pratica è inevitabile: se l'opposizione non è obbligatoria, perché un'amministrazione dissenziente dovrebbe preferirla al ricorso diretto al TAR?

La risposta è semplice: perché l'opposizione consente di ottenere un effetto immediato molto importante, cioè la sospensione dell'efficacia della determinazione conclusiva della conferenza di servizi. In questo modo, l'ente dissenziente può tentare un riesame rapido e istituzionale della decisione, prima di aprire un contenzioso vero e proprio.-

Il ricorso diretto al TAR, invece, può essere preferibile quando l'amministrazione ritiene che non serva un ulteriore passaggio politico-amministrativo, ma sia necessario andare subito davanti a un giudice terzo per far valere i vizi del provvedimento finale.

In sintesi, tra opposizione e ricorso al TAR non esiste un rapporto di necessaria priorità: si tratta di una valutazione strategica, da compiere caso per caso, tenendo conto degli interessi in gioco, dell'urgenza e dell'obiettivo che si intende perseguire.-

NOTE

[1] Piccolo glossario per meglio comprendere l'articolo: In termini molto semplici: la Presidenza del Consiglio dei Ministri è la struttura che coordina l'azione del Governo e i rapporti tra le diverse amministrazioni; il Consiglio dei Ministri è l'organo collegiale formato dal Presidente del Consiglio e dai Ministri, che assume le decisioni più rilevanti sul piano politico e amministrativo; la conferenza di servizi è la sede in cui più amministrazioni coinvolte nello stesso procedimento si confrontano per arrivare a una decisione finale unitaria; il dissenso è il formale disaccordo espresso da una amministrazione rispetto alla decisione proposta, purché sia chiaro, motivato e tempestivo; gli interessi pubblici sensibili sono quegli interessi particolarmente protetti dall'ordinamento, come ambiente, paesaggio, salute, beni culturali e pubblica incolumità.

[2] Cons. Stato n. 8524/2025: il mancato ricorso all'art. 14-quinquies L. 241/1990 non fa perdere il diritto di impugnare in sede giurisdizionale la determinazione conclusiva della conferenza di servizi.

Cons. Stato, Sez. IV, 30 luglio 2025, n. 6752: il rimedio ex art. 14-quinquies è facoltativo e non costituisce condizione dell'azione giudiziaria.

TAR Campania Napoli, Sez. V, 30 gennaio 2025, n. 812: anche nel procedimento ex art. 208 D.Lgs. 152/2006, la mancata opposizione ex art. 14-quinquies non preclude né la legittimazione ad agire né la tutela giurisdizionale.

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