NDUJA VIETATA IN CARCERE CASS. N. 39103/2023

21.03.2024
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS: NDUJA - CARCERE - TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA - CASS- 39103 2023

INDICE

1 ) INTRODUZIONE;

2) LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE.-

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[1]

INTRODUZIONE

Uno dei modi con i quali i familiari fanno sentire la propria presenza ed il proprio affetto ai detenuti è quello di portare loro generi di prima necessità, come ad esempio alimenti…ma sono tutti permessi?

A quanto pare no, almeno nel caso di specie, nel quale un detenuto aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza (dopo che l'istituto penitenziario aveva rigettato la richiesta) la possibilità di ricevere dai familiari, a mezzo posta o in occasione di colloqui, alcuni generi alimentari (crostacei, frutta secca sgusciata, pezzi di nduja in confezione sottovuoto, acciughe spinate, molluschi sgusciati, alimenti con leggera impanatura di farina).-

Avverso questa ordinanza il Ministero della Giustizia aveva presentato ricorso in Cassazione, che revocava tale autorizzazione.-

[2]

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Per la Cassazione, infatti, tra i crostacei andavano ricompresi anche le aragoste e gli astici, cibi particolarmente pregiati e costosi, il cui ingresso in carcere avrebbe potuto comportare una posizione di prevalenza del detenuto all' interno del reparto, nonchè il rischio che lo stesso ne facesse merce di scambio con altri detenuti; il tutto senza dimenticare che si trattava, poi, di beni in cui era possibile occultare comunicazioni in piccoli bigliettini; quest'ultima considerazione valeva anche e soprattutto per la nduja che, essendo, assimilabile come consistenza ad un formaggio spalmabile, avrebbe consentito di veicolare al suo interno messaggi.-

Di conseguenza, non essendo possibile il transito di questi alimenti, senza previa manomissione ed alterazione degli stessi, la Cassazione, nel caso di specie, ne vietava l'ingresso.-

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