DOMANDA RISARCITORIA CONTRO CONSORZIO DI BONIFICA E GIUDICE COMPETENTE.

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ IL FATTO
3️⃣ LA SENTENZA
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
🔎 Il problema
Quando un privato chiede il risarcimento dei danni contro un Consorzio di bonifica per incendi, allagamenti o cattiva manutenzione di un canale, la vera questione non è chi ha colpa, ma quale giudice è competente ⚖️: Giudice ordinario o Tribunale Regionale delle Acque?
🌊 Il principio giuridico
Se il danno deriva da un'opera idraulica pubblica (come un canale di bonifica) ed esiste un nesso causale tra l'opera e l'evento dannoso, tutte le domande risarcitorie – anche quelle fondate sull'art. 2051 c.c. – rientrano nella competenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche 💧📜.
📌 La conseguenza pratica
Sbagliare giudice significa processo da rifare ⛔: la corretta individuazione della competenza è decisiva e può determinare l'esito del contenzioso prima ancora di entrare nel merito del risarcimento ⚖️.
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1️⃣ INTRODUZIONE
Danni risarcitori
contro un Consorzio di bonifica: quale giudice è competente?
È una domanda tutt'altro che teorica, che ricorre con frequenza crescente nei
contenziosi legati a incendi, allagamenti, esondazioni e degrado di canali di
bonifica. Eppure, per lungo tempo, la risposta non è stata affatto univoca.-
Quando il privato agisce per il risarcimento del danno e individua nel Consorzio il soggetto responsabile per omessa manutenzione o difettosa vigilanza di un'opera idraulica, il confine tra Giudice Ordinario e Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche diventa decisivo, perché incide sulla stessa validità del processo.-
La questione non
riguarda il titolo di responsabilità invocato – contrattuale,
extracontrattuale o da custodia ex art. 2051 c.c. – ma la natura dell'opera,
da cui il danno trae origine e il nesso causale che la collega
all'evento dannoso.-
Su questo terreno si innesta la recente ordinanza del Giudice di Pace di
Trani, che, facendo applicazione dei più recenti arresti della Cassazione a
Sezioni Unite, offre una risposta chiara e operativa a un interrogativo che
continua a orientare – e spesso a decidere – l'esito del contenzioso.-
2️⃣ IL FATTO
La controversia prende
avvio dalla domanda risarcitoria proposta da un privato nei confronti di un Consorzio
di Bonifica.-
L'attore lamentava danni al proprio fondo agricolo a seguito di un incendio
che si sarebbe propagato per la cattiva manutenzione di un canale di
bonifica gestito dall'Ente.-
Il Consorzio, costituitosi in giudizio (RG n. 1449/2023) con l'avvocatessa
Francesca Zitoli,
sollevava eccezione di incompetenza per materia, sostenendo che la
domanda—pur formulata come azione risarcitoria ex art. 2051 c.c.—ricadesse
nella competenza del Tribunale Regionale delle Acque, trattandosi di
danni connessi a un'opera idraulica.
3️⃣ L'ORDINANZA
Con ordinanza del 5
febbraio 2026, il Giudice di Pace di Trani, nella persona del Dott. Antonio
Maria Carelli, ha accolto l'eccezione di incompetenza, richiamando il
principio di diritto fissato da Cassazione – Sezioni Unite n. 23332/2024.-
Secondo tale arresto, l'art. 140, lett. e), R.D. n. 1775/1933 va interpretato
nel senso che tutte le domande risarcitorie, comunque motivate, proposte
contro il proprietario o gestore di un'opera idraulica e riferite al
modo in cui l'opera è stata realizzata, gestita o mantenuta rientrano nella
competenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche.-
Il Giudice ha chiarito che:
- il canale di bonifica è a pieno titolo opera idraulica pubblica;
- è sufficiente un nesso causale tra l'opera (o la sua manutenzione/vigilanza) e l'evento dannoso;
- anche la responsabilità da custodia ex art. 2051 c.c. attrae la controversia nella giurisdizione specializzata.-
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