DISCRIMINATORIO IL LICENZIAMENTO DOPO IL RIFIUTO DELLE AVANCES

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ LA SENTENZA
3️⃣L'ANELLO
COSTOSO E IL FALSO CONSENSO
4️⃣ CONCLUSIONI
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ Dal corteggiamento al licenziamento 🎭⚠️
Un datore di lavoro, dopo avances non ricambiate e regali costosi (incluso un anello 💍), trasforma il rifiuto della dipendente in un pretesto disciplinare. L'assenza "ingiustificata" diventa lo strumento formale per colpire.
2️⃣ Il Giudice smaschera il movente 🏛️🔎
Il Tribunale ricostruisce il contesto: messaggi, pressioni, tempistiche. Il licenziamento non è disciplinare, ma reazione punitiva al rifiuto. È discriminazione e molestia ai sensi dell'art. 26 d.lgs. 198/2006 ⚖️.
3️⃣ L'anello non è consenso 💎✋
Accettare un regalo, anche molto costoso, non equivale ad accettare una relazione. Nessun obbligo affettivo, nessuna aspettativa legittima. Il risultato? Reintegrazione, risarcimento integrale e contributi versati 🔄💼.
*****
1️⃣ INTRODUZIONE
Sembra il trailer di una serie TV di successo.-
Nord Italia.-
Un capo "ci prova".-
Regali costosi. Messaggi fuori orario. Pressioni.-
Lei non ricambia, ma
accetta i regali costosi. -
Il "capo" diventa sempre piu' insistente.-
La donna rifiuta e si allontana, giorno dopo giorno.-
Qualche giorno dopo subisce una contestazione disciplinare per una assenza ingiustificata e viene licenziata per giusta causa.
Coincidenza?
2️⃣ LA SENTENZA
Il Tribunale di Trento (sent. n. 15/2026) ritiene che ll licenziamento sia diretta conseguenza del rifiuto delle avances.-
E quando un trattamento sfavorevole è collegato al rifiuto di attenzioni indesiderate, si entra nell'area della discriminazione e delle molestie (art. 26 d.lgs. 198/2006).
Nel caso di specie, il licenziamento è assolutamente discriminatorio e conseguenze sono quelle più incisive previste dall'ordinamento:
- reintegrazione nel posto di lavoro;
- risarcimento integrale dal licenziamento alla reintegra;
- versamento dei contributi previdenziali;
- nessuna detrazione della NASpI.-
3️⃣ L'ANELLO COSTOSO E IL FALSO CONSENSO
In questa vicenda c'è un dettaglio che potrebbe
trarre in inganno chi guarda la storia:
la lavoratrice aveva accettato un anello di valore elevatissimo.-
Certo, avrebbe potuto non accettarlo e forse sarebbe stato meglio.-
Accettare un regalo, anche costoso, non
equivale mai a prestare consenso per altro.-
Non crea obblighi affettivi.-
Non legittima aspettative personali.-
Anche se, oggettivamente, aver accettato un regalo così costoso può avere
creato false aspettative nell'uomo.-
4. CONCLUSIONI
Se il licenziamento arriva dopo il rifiuto di avances – e non vi
nessuna ragione che giustifichi la contestazione alla dipendente (o al
dipendente)
non è una scelta organizzativa, è sviamento del potere disciplinare.-
Nella sentenza il Giudice qualifica espressamente i comportamenti del datore come molestie ai sensi dell'art. 26 d.lgs. 198/2006, perché:
- si tratta di comportamenti indesiderati;
- con connotazione relazionale/sentimentale;
- idonei a ledere la dignità della lavoratrice;
- e a creare un clima offensivo e ostile.-
Non serve il contatto fisico,
Non serve la reiterazione ossessiva in stile "stalking",
Non serve la prova di un intento esplicitamente sessuale.-
Il licenziamento è considerato l'atto finale della molestia,
perché è una reazione punitiva al rifiuto.-
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