DISCRIMINATORIO IL LICENZIAMENTO DOPO IL RIFIUTO DELLE AVANCES

27.02.2026
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO

TAGS: #LicenziamentoDiscriminatorio ⚖️#MolestieSulLavoro 🚫 #FalsoConsenso 💍  #AnelloDa14000Euro  #Art26Dlgs198 📜 #ParitàDiGenere ⚖️   #AvancesNonRicambiate 💬 #GiustaCausa ❌ 🌡️ #DignitàSulLavoro 🛡️ #IlPeriscopioDelDiritto 🔭 #AvvMicheleAlfredoChiariello ✍️

INDICE

1️ INTRODUZIONE
2️
LA SENTENZA
3️
L'ANELLO COSTOSO E IL FALSO CONSENSO
4️
CONCLUSIONI

Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:

1️⃣ Dal corteggiamento al licenziamento 🎭⚠️
Un datore di lavoro, dopo avances non ricambiate e regali costosi (incluso un anello 💍), trasforma il rifiuto della dipendente in un pretesto disciplinare. L'assenza "ingiustificata" diventa lo strumento formale per colpire.

2️⃣ Il Giudice smaschera il movente 🏛️🔎
Il Tribunale ricostruisce il contesto: messaggi, pressioni, tempistiche. Il licenziamento non è disciplinare, ma reazione punitiva al rifiuto. È discriminazione e molestia ai sensi dell'art. 26 d.lgs. 198/2006 ⚖️.

3️⃣ L'anello non è consenso 💎✋
Accettare un regalo, anche molto costoso, non equivale ad accettare una relazione. Nessun obbligo affettivo, nessuna aspettativa legittima. Il risultato? Reintegrazione, risarcimento integrale e contributi versati 🔄💼.

*****

1️ INTRODUZIONE

Sembra il trailer di una serie TV di successo.-

Nord Italia.-
Un capo "ci prova".-
Regali costosi. Messaggi fuori orario. Pressioni.-

Lei non ricambia, ma accetta i regali costosi. -
Il "capo" diventa sempre piu' insistente.-

La donna rifiuta e si allontana, giorno dopo giorno.-

Qualche giorno dopo subisce una contestazione disciplinare per una assenza ingiustificata e viene licenziata per giusta causa.

Coincidenza?

2️ LA SENTENZA

Il Tribunale di Trento (sent. n. 15/2026) ritiene che ll licenziamento sia diretta conseguenza del rifiuto delle avances.-

E quando un trattamento sfavorevole è collegato al rifiuto di attenzioni indesiderate, si entra nell'area della discriminazione e delle molestie (art. 26 d.lgs. 198/2006).

Nel caso di specie, il licenziamento è assolutamente discriminatorio e conseguenze sono quelle più incisive previste dall'ordinamento:

  • reintegrazione nel posto di lavoro;
  • risarcimento integrale dal licenziamento alla reintegra;
  • versamento dei contributi previdenziali;
  • nessuna detrazione della NASpI.-

3️ L'ANELLO COSTOSO E IL FALSO CONSENSO

In questa vicenda c'è un dettaglio che potrebbe trarre in inganno chi guarda la storia:
la lavoratrice aveva accettato un anello di valore elevatissimo.-

Certo, avrebbe potuto non accettarlo e forse sarebbe stato meglio.-

Accettare un regalo, anche costoso, non equivale mai a prestare consenso per altro.-
Non crea obblighi affettivi.-
Non legittima aspettative personali.-
Anche se, oggettivamente, aver accettato un regalo così costoso può avere creato false aspettative nell'uomo.-

4. CONCLUSIONI

Se il licenziamento arriva dopo il rifiuto di avances – e non vi nessuna ragione che giustifichi la contestazione alla dipendente (o al dipendente)
non è una scelta organizzativa, è sviamento del potere disciplinare.-

Nella sentenza il Giudice qualifica espressamente i comportamenti del datore come molestie ai sensi dell'art. 26 d.lgs. 198/2006, perché:

  • si tratta di comportamenti indesiderati;
  • con connotazione relazionale/sentimentale;
  • idonei a ledere la dignità della lavoratrice;
  • e a creare un clima offensivo e ostile.-

Non serve il contatto fisico,
Non serve la reiterazione ossessiva in stile "stalking",
Non serve la prova di un intento esplicitamente sessuale.-

Il licenziamento è considerato l'atto finale della molestia,
perché è una reazione punitiva al rifiuto.-

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