DAL MARE ALLA CASSAZIONE, UNA PARTITA A RACCHETTONI SULLA SPIAGGIA COSTA UNA CONDANNA

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣INTRODUZIONE
2️⃣ LA SENTENZA
3️⃣ CONCLUSIONI

1️⃣ 🎾 Una partita a racchettoni finisce in tribunale
🏖️ Un bagnante, mentre si trovava in acqua con la famiglia nel Salento, viene colpito all'occhio da una pallina lanciata durante una partita a racchettoni, riportando un grave trauma oculare e un indebolimento permanente della vista. 👁️⚠️
2️⃣ ⚖️ La Cassazione conferma la responsabilità dei giocatori
👨⚖️ I due giocatori vengono condannati per lesioni personali colpose gravi: multa, provvisionale di 10.000 euro alla persona offesa, spese processuali e ulteriore condanna alla Cassa delle ammende. 💶📄
3️⃣ 🚨 Anche il gioco deve rispettare prudenza e buon senso
🌊 La spiaggia non è un campo sportivo senza regole: chi gioca con racchette, palline o oggetti potenzialmente pericolosi deve fare attenzione alla presenza di bagnanti, bambini, anziani e persone vicine. Anche un passatempo innocente, se praticato con imprudenza, può diventare fonte di responsabilità. ⚠️🏖️
*****
1️⃣ INTRODUZIONE
Estate, mare, sole, acqua
cristallina, in pratica
una di quelle giornate in cui l'unico vero problema dovrebbe essere scegliere
tra bagno, ombrellone e gelato.-
Poi, all'improvviso, arriva lei: la pallina vagante.-
Non una metafora.-
Una vera pallina da tennis, colpita durante una partita a racchettoni,
che finisce violentemente nell'occhio sinistro di un bagnante.-
È quanto accaduto al protagonista della vicenda esaminata dalla Cassazione: l'uomo si trovava in acqua, insieme alla propria famiglia, nelle splendide acque del Salento, quando è stato colpito da una pallina lanciata involontariamente, ma maldestramente, da due persone impegnate a giocare.-
La persona offesa ha riportato un grave trauma oculare, con distacco subtotale della retina, emovitreo e indebolimento permanente della vista.-
Da lì, il salto è stato rapido: dalla spiaggia al Giudice di Pace di Lecce, poi al Tribunale di Lecce e, infine, alla Corte di Cassazione.-
2️⃣ LA SENTENZA
La partita era finita
male.-
E il processo finisce peggio.
I due giocatori vengono condannati per lesioni personali colpose gravi: 516 euro di multa ciascuno, oltre a una provvisionale di 10.000 euro in favore del bagnante colpito.-
In Cassazione provano a contestare la gravità della lesione e il collegamento tra pallina e danno alla retina. Ma la Suprema Corte, con la sentenza n. 16299/2026, non accoglie: il trauma, i referti medici, i problemi visivi persistenti e l'intervento chirurgico rendevano chiara la dinamica, di qui la dichiarazione di ricorso inammissibile, spese da pagare, 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle ammende e ulteriori spese in favore della parte civile.-
3️⃣ CONCLUSIONI
Questa sentenza è interessante perché porta il diritto dentro una situazione quotidiana.-
Non siamo davanti a un'aggressione.-
Non siamo davanti a una rissa, né ad a una condotta volutamente violenta.-
Siamo davanti a un gioco.-
Ma proprio qui sta il punto.-
Anche un gioco, se praticato in modo imprudente, in un luogo frequentato da altre persone, può generare responsabilità[1].-
La spiaggia non è uno spazio privato senza regole.-
La battigia, il mare, la spiaggia davanti agli ombrelloni non sono dei campi sportivi.-
Chi gioca con racchette, palline o altri oggetti potenzialmente pericolosi deve tenere conto della presenza di bagnanti, bambini, anziani, persone ferme o in movimento.-
NOTE
[1] C'è un punto importante da chiarire.
Nelle attività sportive può valere il principio del cosiddetto rischio accettato: chi partecipa a un gioco o a una competizione sa che, entro certi limiti, può subire un colpo, una caduta, un contatto, un infortunio rientrante nella normale dinamica dell'attività praticata.-
Chi gioca a calcio sa che
può ricevere un contrasto.-
Chi gioca a squash sa che una pallina può viaggiare veloce.-
Chi partecipa a una partita accetta, entro limiti ragionevoli, i rischi tipici
di quel gioco.-
Ma attenzione: questo principio non è un salvacondotto universale.-
Il rischio accettato non copre le condotte abnormi, violente, imprudenti o comunque incompatibili con il contesto in cui il gioco si svolge.-
Per questo il caso dei racchettoni in spiaggia è diverso dalla classica lesione tra giocatori durante una partita: il danno non colpisce un partecipante al gioco, ma un soggetto estraneo, che si trovava in un luogo pubblico e aveva diritto a godersi il mare senza diventare il bersaglio involontario di una pallina. Nella sentenza in esame, infatti, la Cassazione valorizza proprio la dinamica del colpo, il trauma oculare e il nesso con le gravi conseguenze riportate dalla persona offesa.-

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