COLPA GRAVE PER AVVOCATO CHE UTILIZZA INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CITA SENTENZA INESISTENTI

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ LE "SENTENZE FANTASMA" NEL
PROCESSO
3️⃣ ERRORE MATERIALE O INVENZIONE? IL RAGIONAMENTO DEL TRIBUNALE
4️⃣ L'USO INCONTROLLATO DELL'INTELLIGENZA
ARTIFICIALE
5️⃣ LE CONSEGUENZE PROCESSUALI: COLPA GRAVE E SANZIONE EX ART. 96 C.P.C.
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ 🎩 Le "sentenze fantasma" nel processo
In un giudizio civile vengono citate quattro presunte sentenze della Corte di Cassazione con passaggi motivazionali tra virgolette. Il problema? 🔎 Quelle frasi non esistono in nessuna banca dati giuridica.
2️⃣ 🤖 L'ipotesi del Tribunale: uso acritico dell'intelligenza artificiale
Escluse altre spiegazioni (errore di citazione o malfunzionamento delle banche dati), il Tribunale ritiene più plausibile che i precedenti siano stati generati da strumenti di intelligenza artificiale senza verifica delle fonti ufficiali.
3️⃣ ⚖️ Le conseguenze processuali
Citare precedenti inesistenti, senza controllarne l'autenticità, costituisce condotta gravemente colposa e può comportare sanzione ex art. 96, comma 3, c.p.c., per l'aggravio dell'attività giudiziaria.
*****
1️⃣ INTRODUZIONE
Giurisprudenza
consolidata, orientamento dominante, precedenti della Corte di Cassazione che
vanno tutti nella stessa direzione.-
Insomma, sembrava uno
di quei giudizi in cui – noi avvocati – pensiamo soddisfatti:
«Qui l'esito è abbastanza scontato».-
Poi però succede qualcosa.-
La controparte, nel primo atto difensivo, con la sicurezza di un navigato prestigiatore davanti al pubblico, tira fuori dal cilindro non una, ma ben quattro sentenze della Corte di Cassazione.-
Non pronunce qualsiasi: decisioni apparentemente chiarissime, complete di estremi, date e passaggi motivazionali tra virgolette.-
E soprattutto con un effetto devastante: ribaltano completamente l'orientamento dominante e tutte le tue certezze di vittoria.-
A quel punto scatta l'allarme.-
Ti metti subito alla
ricerca di quelle sentenze.-
Banche dati giuridiche, repertori, ricerche incrociate.-
Chiami anche quel Collega che riesce sempre a trovare qualsiasi provvedimento
esistente.-
Nulla, di quei
passaggi motivazionali non c'è traccia.-
Di quelle citazioni non esiste alcuna corrispondenza.-
E allora comincia a farsi strada un sospetto.
Vuoi vedere che…
vuoi vedere che…
Sì, proprio così.-
C'è di mezzo l'intelligenza artificiale.-
È esattamente quanto accaduto nel caso affrontato dal Tribunale di Siracusa con la sentenza n. 1244/2025 del 20 febbraio 2026 (G.U. dott. Alfredo Spitaleri).-
2️⃣ LE "SENTENZE FANTASMA" NEL PROCESSO
Nel corso del giudizio, una delle parti – nel tentativo di contrastare la tesi avversaria – citava quattro sentenze della Corte di Cassazione.-
Il problema?
I passaggi riportati tra virgolette non risultavano presenti nelle decisioni ufficiali, né nelle principali banche dati giuridiche, nemmeno in quelle in uso alla magistratura.-
Quelle massime, semplicemente, non esistevano.-
3️⃣ ERRORE MATERIALE O INVENZIONE? IL RAGIONAMENTO DEL TRIBUNALE
Il Tribunale compie un passaggio argomentativo molto interessante, quasi dal sapore investigativo.-
Il giudice analizza infatti tutte le possibili spiegazioni dell'anomalia riscontrata negli atti difensivi.
Vengono così prese in considerazione diverse ipotesi:
- Malfunzionamento delle banche dati giuridiche, subito escluso: tali strumenti non generano contenuti, ma si limitano a indicizzare provvedimenti realmente esistenti;
- Errore mnemonico o di trascrizione, anch'esso scartato: non si trattava di un numero di sentenza errato o di una citazione imprecisa, ma di più precedenti il cui contenuto risultava completamente inesistente;
- Invenzione deliberata, ritenuta dal Tribunale poco plausibile: un avvocato che fabbricasse consapevolmente precedenti giurisprudenziali inesistenti si esporrebbe infatti a conseguenze disciplinari estremamente gravi, sproporzionate rispetto a qualsiasi possibile vantaggio difensivo.-
4️⃣ L'USO INCONTROLLATO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Escluse tutte le altre ipotesi, restava una sola spiegazione.-
Secondo il Tribunale, la più coerente con i fatti è l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa senza la successiva verifica dell'esattezza delle citazioni giurisprudenziali.-
Il giudice ricorda che tali sistemi non sono banche dati giuridiche, ma strumenti di generazione automatica del linguaggio, basati su modelli statistici e probabilistici.-
In altre parole, possono produrre testi formalmente plausibili ma sostanzialmente inesistenti, comprese citazioni giurisprudenziali mai pronunciate.-
5️⃣ LE CONSEGUENZE PROCESSUALI: COLPA GRAVE E SANZIONE EX ART. 96 C.P.C.
Secondo il Tribunale, l'utilizzo acritico di strumenti di intelligenza artificiale, senza la verifica delle fonti ufficiali – banche dati giuridiche, repertori o CED della Corte di Cassazione – integra gli estremi della colpa grave.-
Errori di questo tipo, nell'attuale contesto tecnologico, comportano infatti un aggravio significativo dell'attività giudiziaria: costringono il giudice e le controparti a verificare l'autenticità di ogni citazione e a confrontarsi con precedenti che, in realtà, non sono mai stati pronunciati.-
Per tali ragioni, la condotta processuale è stata ritenuta gravemente censurabile e tale da giustificare l'applicazione della sanzione prevista dall'art. 96, comma 3, c.p.c..-
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