AFFIDO FIGLI, SUPERATA LA PRASSI DELLA PREFERENZA MATERNA. CASS N. 6078/2026

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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INDICE
1️⃣ INTRODUZIONE
2️⃣ L'ORDINNZA
3️⃣ CONCLUSIONI
Hai fretta ? Andiamo dritti al sodo:
1️⃣ ⚖️ La Cassazione chiarisce che non esiste alcun automatismo per cui, dopo la separazione, i figli piccoli debbano essere collocati prevalentemente presso la madre.
2️⃣ 👨👩👧👦 Il giudice deve valutare il caso concreto, guardando alla reale capacità di ciascun genitore di crescere, educare, assistere e organizzare la vita quotidiana dei figli.
3️⃣ 🧒🏽📚 Conta solo il superiore interesse del minore, non gli stereotipi culturali: la bigenitorialità deve essere applicata in modo sostanziale e non solo proclamata in astratto.
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1️⃣ INTRODUZIONE
Per anni, nel
linguaggio comune e spesso anche nell'immaginario giudiziario, si è data quasi
per scontata un'idea: dopo una separazione, se i figli sono piccoli, è
naturale che debbano stare prevalentemente con la madre.-
Ma il diritto di famiglia, quello vero, non può vivere di automatismi, formule
precotte o scorciatoie culturali.-
Con l'ordinanza n. 6078/2026, la Corte di Cassazione rimette al centro un principio fondamentale: nei procedimenti che riguardano i figli, il giudice non può decidere in astratto, ma deve valutare in concreto quale sia davvero l'interesse del minore.-
2️⃣ L'ORDINANZA DELLA CASSAZIONE
La Cassazione ricorda che, ai sensi dell'art. 337-ter c.c., il criterio guida è uno soltanto: l'esclusivo interesse morale e materiale della prole. Questo significa che il Giudice deve svolgere un vero giudizio sulla capacità di ciascun genitore di crescere, educare e assistere il figlio, basandosi su elementi concreti: il ruolo svolto in passato, la qualità della relazione affettiva, la personalità del genitore e, più in generale, la concreta organizzazione della vita familiare.-
La Suprema Corte aggiunge un passaggio importantissimo: questo criterio non vale solo per scegliere tra affidamento condiviso o esclusivo, ma anche per stabilire collocamento e modalità di frequentazione, perché sono proprio questi provvedimenti a incidere davvero sulla quotidianità del rapporto tra genitore e figlio.-
Nel caso esaminato, nei giudizi di merito era stato stabilito che, in presenza di figli in età prescolare o simile, dovesse attribuirsi rilievo prioritario alla figura materna, considerata più rispondente agli interessi dei minori. Ma, per la Cassazione, un ragionamento del genere è troppo astratto. E lo è ancora di più se si considera che i bambini avevano già compiuto otto anni.
Il messaggio è molto chiaro: i figli piccoli non vanno "automaticamente" alla madre solo perché piccoli.-
Conta invece la realtà della famiglia, il rapporto costruito con ciascun genitore, la capacità educativa, affettiva e organizzativa concretamente dimostrata nel tempo.-
3️⃣ CONCLUSIONI
Questa ordinanza dice una cosa molto netta: in materia di figli
non esistono corsie preferenziali automatiche per madre o padre.-
Esiste soltanto il superiore interesse del minore, da verificare caso per caso,
senza pregiudizi e senza scorciatoie.-
Non basta dire: "i bambini sono piccoli, quindi è meglio la
madre".-
Bisogna invece chiedersi: chi li ha seguiti concretamente? con quali
modalità? con quale equilibrio? con quale capacità affettiva, educativa e
organizzativa? Solo dopo questa analisi si può decidere davvero.-
È una pronuncia importante perché ribadisce che il principio di bigenitorialità non è uno slogan. È un criterio sostanziale, che impone al giudice di guardare alla vita reale dei figli e non a schemi astratti o a presunzioni culturali ormai inadeguate-.
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